Se il paesaggio è simbolico

A cura di / Curated by Linda Carrara





Boccanera Gallery è lieta di presentare Se il paesaggio è simbolico, mostra collettiva ideata dall’artista Linda Carrara, che da anni collabora con la stessa galleria. L’esposizione si terrà presso Boccanera Gallery Milano dal 26 gennaio al 11 marzo 2023.

Il progetto espositivo vuole proporre una visione corale in contrapposizione all’atto artistico individuale e di espressione personale: Linda Carrara quindi ha deciso di aprire il suo solo show al dialogo con altri artisti, da lei ritenuti affini alla sua ricerca poetica, nonché al suo modo di lavorare, di agire e di pensare.

La mostra Se il paesaggio è simbolico espone, accanto alle opere di Linda Carrara, i lavori di Giuseppe Adamo, Lorenzo di Lucido, Silvia Giordani, Vera Portatadino e Fabio Roncato.

Se il paesaggio è simbolico affronta i temi della materia, in termini universali e artistici, e della creazione, sia all’interno degli elementi naturali che delle azioni umane. La mostra si propone di indagare la trasformazione della materia in un processo quasi alchemico del fare artistico, sfruttando e collaborando con l’essenza stessa della Natura per dare vita ad altro, creando una soglia per l’aldilà e per ciò che è al di sotto della superficie del visibile.

Nella mostra Se il paesaggio è simbolico, la rappresentazione paesaggistica si trasforma, sedimenta e muta seguendo le leggi naturali dell’erosione e della casualità, plasmandosi secondo i principi della geologia e degli eventi naturali.

Linda Carrara (Bergamo, 1984) propone una profonda ricerca metalinguistica sulla tecnica pittorica, indagando la natura come fonte generatrice e d’ispirazione per le sue nature morte e la sua visione paesaggistica. Il suo lavoro più recente mira all’essenzialità della pittura nel quale l’abbandono della figurazione classica è ormai evidente, rimanendo però in quel limbo ancor da definire tra due realtà. Le sue opere sembrano modellare la materia pittorica più che dipingerla, per evocare delle visioni e delle esperienze quasi primordiali. Con il frottage, tecnica utilizzata dall’artista prevalentemente con olio su tela, Carrara crea un’allusione di luoghi, mondi e materie, senza fornirne una rappresentazione paesaggistica visiva ma rubando direttamente le forme al paesaggio, facendoci così perdere nella materia della natura e della pittura stessa.

Giuseppe Adamo (Alcamo – Trapani, 1982), rappresentato da RizzutoGallery, propone opere caratterizzate da un linguaggio pittorico libero da necessità narrative, muovendosi lungo il crinale tra figurazione e astrazione. Le sue opere sono superfici lisce e levigate, totalmente prive di spessore materico, da cui emergono forme tridimensionali ottenute tramite una pittura molto fluida, sovrapposizioni, trasparenze e variazioni tonali. L’opera sembra essere al contempo un’esplorazione al microscopio e una prospettiva a volo d’uccello, una registrazione di mappe geografiche: l’immagine ultra piatta si ribalta in una densità quasi rocciosa, la materia monocroma si aggrappa alla possibilità di un pattern chiuso, una forma incagliata nella trama pittorica tra l’archeologia della natura e un’allucinazione, proponendo degli inganni percettivi.

Lorenzo di Lucido (Penne – Pesaro, 1983) negli ultimi ultimi anni ha sviluppato un ciclo di lavori che ragiona sulle basi fondamentali del guardare le immagini, in cui gli elementi cardine sono la luce e la superficie. Le immagini pittoriche, nel momento in cui appaiono sulla superficie dipinta, hanno raggiunto un determinato grado di tensione: la pittura in questo modo può essere costituita anche solo da segni che si giustappongo l’uno sull’altro senza soluzione di continuità, fino a raggiungere un grado di tensione adatto a creare un qualità pittorica sufficiente per ottenere un’immagine dipinta. Le sue pitture a olio si compongono di stratificazioni che si dilatano nel tempo, utilizzando differenti tonalità di verdi per ottenere un colore che allo stesso tempo possa assorbire e respingere la luce. Sono opere pensate esclusivamente per le capacità dell’occhio umano nonché tattili, nelle quali si rifiuta la riproduzione fotografica, mettendola spesso in discussione.

Silvia Giordani (Vicenza, 1992) pone la sua attenzione sul concetto di paesaggio e sull’alterazione dello stesso per mezzo della pratica pittorica. Gli elementi che popolano i suoi dipinti sono frutto della rielaborazione di oggetti collezionati all’interno di un archivio virtuale. Rimescolate fino a definirne una nuova natura, le forme si vanno qui a collocare in luoghi aperti e sospesi, creati per mezzo di campiture piatte o gradienti, che annullano la specificità del luogo. La ricerca di Giordani si concentra sulla definizione stessa delle forme e sul loro rapporto di complementarietà con lo spazio.

Vera Portatadino (Varese, 1984) situa la sua pratica pittorica nel regno dell’anti-narrazione, nel quale i concetti di figurazione e astrazione risultano essere categorie inefficaci: le sue opere evocano invece di illustrare, suggeriscono al posto di spiegare, lasciando che la grammatica della pittura diventi essa stessa oggetto di studio. Animata da un approccio filosofico e da uno sguardo contemplativo, Portatadino lavora su tele e tavole di legno, costruendo trame e pattern sui quali si cristallizzano elementi specifici. Le sue opere sollevano interrogativi sul rapporto tra uomo, tempo e natura in una prospettiva ecologica e la sua ricerca teorica è caratterizzata dai concetti di bellezza, piacere, caducità e dall’ossessione per il marginale.

Fabio Roncato (Rimini, 1982) sviluppa una riflessione relativa ai confini della rappresentazione visiva, indagando forme, elementi, energie della natura e della contemporaneità. Il suo obiettivo è di condurre la pratica artistica all’interno delle criticità legate al rapporto fra la comprensione della realtà e i limiti imposti dalla percezione dei sensi. L’opera si modella dunque spontaneamente, in maniera ogni volta imprevedibile. All’interno della sua prassi artistica, l’immaginazione riveste un ruolo determinante.



Boccanera Gallery is pleased to present Se il paesaggio è simbolico, a group show designed by the artist Linda Carrara, who has been collaborating with the gallery for years. The exhibition will be held at the Boccanera Gallery Milan from 26 January to 11 March 2023.

The exhibition project proposes a choral vision against the individual artistic act and personal expression: therefore, Linda Carrara decided to open up her solo show to dialogue with other artists, whom she considers similar to her poetic research, as well as her way of working, to operate and think.

Alongside the works of Linda Carrara, Se il paesaggio è simbolico displays the artworks of Giuseppe Adamo, Lorenzo di Lucido, Silvia Giordani, Vera Portatadino and Fabio Roncato.

Se il paesaggio è simbolico deals with the themes of matter, in universal and artistic terms, and creation, both within the natural elements and human actions. The exhibition investigates the mat- ter transformation through an alchemical-like process of art-making, exploiting and collaborating with the true essence of Nature in order to give life to something else, creating a threshold for the afterlife but also what is below the surface of the visible.

In Se il paesaggio è simbolico, the landscape representation is converted, sediments and changes following the natural laws of erosion and randomness, moulding itself according to the principles of geology and natural events.

Linda Carrara (Bergamo, 1984) proposes an acute metalinguistic research on pictorial technique, investigating nature as a generating and inspiration source for her still-lives and landscape vision. In her most recent work, she aims at the essentiality abandoning the classical figuration and remaining in an indefinite limbo between two realities. Her works model the pictorial material rather than paint it, evoking almost primordial visions and experiences. With the frottage technique, mainly used through oil on canvas, Carrara creates allusions to places, worlds and materials without providing a visual representation but directly stealing forms from the landscape. This technique makes us lose in the matter of nature and in the painting itself.

Giuseppe Adamo (Alcamo – Trapani, 1982) – represented by RizzutoGallery – proposes works characterised by a free pictorial language of narrative necessities, moving along the ridge between figuration and abstraction. His works are smooth and polished surfaces, devoid of material thickness, from which three-dimensional shapes emerge through a very fluid painting, overlapping, transparencies and tonal variations. The work seems to be both an exploration under the microscope and a bird’s eye view, a recording of geographical maps: the ultra-flat image overturns in an almost rocky density, the monochrome matter clings to the possibility of a pattern closed, a form stranded in the pictorial plot between the nature archaeology and hallucination, proposing perceptive deceptions.

Lorenzo di Lucido (Penne – Pesaro, 1983) has developed a work cycle that focuses on the fundamentals of looking at images, in which the key elements are light and surface. For di Lucido, pictures on the painted surface have reached a certain degree of tension. Thus the painting might also be made by juxtaposed signs without a continuity solution until they obtain a degree of tension suitable for sufficient pictorial quality. His oil paintings’ layers expand over time, using different shades of green to get a colour that can simultaneously absorb and reject the light. They are works designed exclusively for the human tactile and eye’s capabilities, in which photographic reproduction is rejected and often questioned.

Silvia Giordani (Vicenza, 1992) focuses on landscape and its alteration through pictorial practice. Her paintings result from the reworking of collected objects in a virtual archive. The reblended forms are placed in open and suspended places, creating a new perspective of nature through flat or gradient backgrounds and cancelling out the area specificity. Giordani’s research focuses on the definition of forms and their complementary relationship with space.

Vera Portatadino’s practice (Varese, 1984) situates in the anti-narrative field, in which the ideas of figuration and abstraction turn out to be ineffective categories. Her works don’t illustrate or explain but evoke and suggest, turning the painting grammar into an object of study. Portatadino works on canvases and wooden boards through a philosophical and contemplative gaze, building textures and patterns on which specific elements crystallise. Her artworks raise questions about the relationship between human beings, time and nature through an ecological perspective. The ideas of beauty, pleasure, transience and an obsession with the marginal characterise her theoretical research.

Fabio Roncato (Rimini, 1982) focuses on visual representation boundaries, investigating forms, elements, nature and contemporaneity’s energies. His purpose is to lead the artistic practice within the critical issues related to the relationship between reality understanding and perception limits imposed by the senses. Therefore the artworks are always unpredictable due to their spontaneous modelling. Within his artistic practice, imagination plays a decisive role.

Dates

Opening 26.01.2023
4pm – 9pm

27.01.2023 –
11.03.2023


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Ventura 6 Milano


Artists
Giuseppe Adamo
Linda Carrara
Lorenzo di Lucido
Silvia Giordani
Vera Portatadino
Fabio Roncato