Walker Keith Jernigan, Reflectors: filling the void, 2014, Installation view, Boccanera Gallery Trento

Walker Keith Jernigan
Reflectors: filling the void

A cura di / Curted by Daria Filardo

L’artista americano Walker Keith Jernigan è stato selezionato per una residenza da Boccanera Gallery a Trento. Il progetto site specific sviluppato da Jernigan è un’indagine – pittorica e processuale – sui residui della memoria, sulle implicazioni della costruzione di una storia personale per immagini. L’artista ha realizzato una serie di ritratti su diversi supporti, oggetti e un’installazione legati alla storia familiare.
Il lavoro condotto in residenza sarà esposto in una mostra che inaugura il 24 maggio negli spazi della galleria. La memoria è selettiva. Omette, sceglie, riorganizza, nel tempo ristruttura. La memoria si potrebbe dire quasi all’opposto di quanto appena detto mantiene situazioni, frammenti di esperienza.

Walker Keith Jernigan ha lavorato sul tempo della memoria, sulla sua storia familiare, quella direttamente conosciuta e quella sentita dai racconti e documentata dalle parole e, nel frangente di tempo condensato trascorso in residenza da Boccanera Gallery, ha lasciato che molti volti emergessero e fossero come improvvise illuminazioni in un cielo buio, di un blu intenso, notturno. I ritratti costruiscono una costellazione, nello spazio della galleria si organizzano, disegnano delle traiettorie, nuclei che riuniscono figure (genitori e figli) che si intersecano con altre (zii, nonna, fidanzata) tessendo relazioni non facilmente districabili agli occhi del visitatore ma chiare all’artista che ci mette in mezzo ad un gioco di rimandi e legami di cui diventiamo parte.

Lo spazio della galleria sarà trasformato: pareti blu accoglieranno le tele che, come punti di luce, interromperanno lo spazio indistinto della memoria. Uno spazio dal quale l’artista volontariamente lascia affiorare frammenti.

L’artista, per questo progetto, traspone immagini fotografiche in oggetti pittorici. L’iniziale immagine dell’album di famiglia fotografico viene tradotta in pittura attraverso un procedimento di osservazione e riscrittura segnica. L’artista non riproduce l’immagine fotografica proiettandola sulla tela quanto piuttosto usa la costruzione pittorica come dispositivo che attraverso i suoi segni, le sue tracce rappresenta un’immagine più vicina alla verità contenuta nella memoria. Al tempo stesso, la pittura racconta di un discorso su sé stessa, della condizione di essere strumento capace di una fortissima capacità comunicativa universale, nella sua articolazione complessa.
Tutto lo spazio della galleria diventa quindi un sistema organico che tiene insieme i singoli pezzi, e pone noi visitatori d’improvviso dentro un’altra storia, un’altra mente, un’altra dimensione, non come spettatori contemplativi ma come attori partecipi.
Oggetti pittorici quali libri chiusi fatti con pezzi di legno sulle cui copertine sono scritti i nomi di famiglia; tele e supporti di diverse dimensioni che sottolineano insieme presenza e intimità nel riportare a galla la memoria; e infine una sezione più marcatamente installativa in cui una porta (che contiene, fisicamente incastrate, due tele, un dialogo d’amore) dialoga con una frattura nel terreno che forma un fiume, scavato a terra che da dentro uno spazio deborda con un ultimo rigagnolo verso un’altra stanza. Tutti questi elementi sono parte del lavoro processuale e pittorico che Walker Jernigan ha condotto durante la residenza e che vengono offerti al visitatore come un insieme misterioso e pieno di risonanze in cui ognuno di noi può ritrovare rispondenza.

American artist Walker Keith Jernigan has been selected for a residence by Boccanera Gallery in Trento. The site specific project developed by Jernigan is an investigation – pictorial and procedural – on the residues of memory, on the implications of the construction of a personal story through images. The artist has created a series of portraits on different media, objects and an installation related to family history.
The work carried out in residence will be exhibited in an exhibition that opens on May 24 in the gallery spaces. Memory is selective. It omits, chooses, reorganizes, restructures over time. Memory could be said almost the opposite of what has just been said, it maintains situations, fragments of experience.

Walker Keith Jernigan worked on the time of memory, on his family history, the one directly known and the one heard from the stories and documented by the words and, in the moment of condensed time spent in residence at Boccanera Gallery, he let many faces emerge and be like sudden illuminations in a dark, deep blue night sky. The portraits build a constellation, they organize themselves in the space of the gallery, they draw trajectories, nuclei that bring together figures (parents and children) that intersect with others (uncles, grandmother, girlfriend), weaving relationships that are not easily extriceable to the visitor’s eyes but clear to the eye. artist who puts us in the midst of a game of references and bonds of which we become part.

The gallery space will be transformed: blue walls will welcome the canvases which, like points of light, will interrupt the indistinct space of memory. A space from which the artist voluntarily lets fragments emerge.

For this project, the artist transposes photographic images into pictorial objects. The initial image of the photographic family album is translated into painting through a process of observation and rewriting of signs. The artist does not reproduce the photographic image by projecting it onto the canvas but rather uses the pictorial construction as a device which through its signs, its traces represents an image closer to the truth contained in memory. At the same time, painting tells of a discourse on itself, of the condition of being an instrument capable of a very strong universal communicative capacity, in its complex articulation.
The whole space of the gallery thus becomes an organic system that holds the individual pieces together, and places us visitors suddenly inside another story, another mind, another dimension, not as contemplative spectators but as participating actors.
Pictorial objects such as closed books made with pieces of wood on the covers of which family names are written; canvases and supports of different sizes that underline both presence and intimacy in bringing memory back to the surface; and finally a more markedly installative section in which a door (which contains, physically interlocked, two canvases, a dialogue of love) dialogues with a fracture in the ground that forms a river, dug into the ground that from inside a space overflows with a last trickle to another room. All these elements are part of the procedural and pictorial work that Walker Jernigan conducted during the residency and which are offered to the visitor as a mysterious and full of resonance whole in which each of us can find a response.

Dates
24.05.2014 – 31.07.2014


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Milano 128, Trento


Artist
Walker Keith Jernigan



Installation view and Artworks