Richard Loskot, Cosmology Model, 2018, Exhibition view, Boccanera Gallery, Trento

Richard Loskot
Cosmology model

Boccanera Gallery Trento ha il piacere di presentare la seconda mostra personale di Richard Loskot (Most, CZ nel 1984), Cosmology Model.

La mostra verte sulla contraddizione tra l’avanzamento tecnologico e suoi stessi limiti.
Partendo dal concetto di reprocità, Richard riflette sul rapporto tra Uomo e Universo e su come l’ignoto scateni nella mente umana una serie di quesiti esistenziali ai quali, nonostante l’apporto delle più avanzate intelligenze artificiali, non è possibile rispondere.
Loskot s’interroga su concetti apparentemente semplici: cos’è un colore, cos’è il vuoto, come si comporta il caso.
Cosmology Model è un viaggio che parte dallo scheletro scarno della macchina e si muove verso alla percezione enigmatica interiore del concetto d’infinito.
I lavori di Loskot sono modelli che restituiscono immagini con l’ausilio di apparati posti strategicamente tra lo spettatore e l’oggetto, trasformando i luoghi riprodotti dalla macchina in spazi sensibili. L’opera quindi ha sempre due tempi di lettura, quella d’insieme e quella innescata dalla presenza del fruitore.
Costruire questi oggetti tramite l’assemblaggio di meccanismi recuperati da oggetti comuni, ha come fine ultimo quello di riflettere sul microcosmo che circonda l’essere umano nella quotidianità.
Il mondo è ricoperto di una costellazione di oggetti capaci di svelarci l’essenza della vita, se solo si cerca con attenzione.

La mostra è presentata contemporaneamente a The place we call home, il progetto di Cristian Avram (Cluj-Napoca, RO nel 1994), nello spazio Boccanera Project Room. Entrambi i progetti dei due giovani artisti dell’Est Europa confluiscono in un comune denominatore: lo spazio.
Le opere dei due artisti indagano in maniera opposta sulle molteplici influenze nel rapporto tra uomo e spazio: Cristian Avram, nelle sue opere a olio su tela, esplora il microcosmo delle pareti domestiche della sua casa-studio nelle campagne nei dintorni della città rumena di Cluj-Napoca, e Richard Loskot, attraverso la creazione di apparati tecnologici rudimentali, macchinari assemblati con parti di oggetti di uso comune e pezzi di mobilio, guarda alla grandezza e ai misteri del Cosmo.
Lo spazio non è solo la proiezione di un soggetto, un involucro, un disegno ma è anche il deposito di tutte le nevrosi e le fobie della società che lo circonda. In questo senso lo spazio non è vuoto ma pieno di oggetti disturbanti. L’arte ha la capacità di rappresentare lo spazio nella sua distorsione, modificando la maniera tradizionale in cui è stato storicamente concepito.

Boccanera Gallery Trento is pleased to present the second solo exhibition by Richard Loskot (Most, CZ in 1984), Cosmology Model, at the Main Gallery space.

The exhibition focuses on the contradictions of the limits of advanced technology.
Starting from the concept of reciprocity, Richard envisions the relationship between Man and the Universe and how the unknown unleashes a series of enigmatic questions about existence in which, despite the contribution of the most advanced artificial intelligence, they remain incomprehensible.
Loskot reflects on likely banal concepts: what is a color, what is emptiness, how does a circumstance work?
Cosmology Model is a journey that starts with the bone structure of the machine and moves towards the inner perception of the enigma of the infinite.
Loskot’s works are models that construct images only visible through a third piece of equipment placed strategically between the viewer and the object with the aim of translating the space reproduced by the machine in the space of consciousness. Therefore, the work always has two different stages of analysis: the whole and the one triggered by the presence of an audience.
Through the assembly of mechanisms recovered from ordinary objects, Loskot reflects on the everyday life’s microcosm surroundings the human beings.
The world is coated with an unequivocal constellation of objects capable of unveiling the essence of life.

The exhibition is presented simultaneously with The place we call home, Cristian Avram’s project (Cluj-Napoca, RO in 1994), at the Project Room space. Both the projects of the two young Eastern European artists are focused on a shared interest: space. The works of both artists investigate the relationship between man and space: in his oil paintings on canvas, Cristian Avram explores the microcosm of the domestic surroundings of his home-studio in the countryside of the Romanian city of Cluj-Napoca. Richard Loskot looks at the greatness and the mysteries of the Cosmos building rudimentary devices, machines assembled with parts of everyday objects, obsolete technology and pieces of furniture.
Space is not only the extension of a subject, a box, a design but it is also the storage of neuroses and phobias of the surroundings’ society. In this sense, space is not empty but full of unsettled objects. Art can represent space in its distortion, modifying the traditional way in which it has been historically perceived.

Dates
25.05.2018 – 28.07.2018


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Alto Adige 176, Trento


Artists
Richard Loskot


Installation View and Artworks