Nebojša Despotović, Illuminating Child, 2009, oil on canvas, 150 x 240 cm

Nebojša Despotović
Velvet glove

A cura di / Curated by Daniele Capra, Luigi Meneghelli

Arte Boccanera Contemporanea è lieta di presentare la personale di Nebojša Despotović Velvet Glove, prima mostra del giovane artista serbo nei propri spazi.

I lavori su tela di Velvet Glove nascono dalla volontà di recuperare la memoria ed il patrimonio fotografico individuale per riportare in superficie immagini, situazioni, odori ed atmosfere che sarebbero rimaste sepolte per sempre. In forma spontanea e personale la pittura del giovane artista ha infatti il potere di far riemergere
pezzi di vita passata ed ormai dimenticata, come capitava a Proust con la madeleine. Così, senza mai essere stanco elogio del passato e di quello che è stato, Il suo lavoro concentra ed addensa ciò che il tempo ha senza ritegno diluito.

Le opere di Despotović nascono da una caccia alle immagini a partire dai libri di storia, dalle vecchie foto, dai vecchi volumi di enciclopedie e testi scolastici trovati ai mercatini delle pulci. Sono porzioni di memoria personale abbandonate che finiscono nelle mani di uomini distanti nel tempo e nello spazio, senza che vi sia
nulla in comune tra colui che guarda ed i soggetti raffigurati. Non sono mai icone ma, al contrario, identità precise, persone che hanno vissuto, combattuto, amato, sofferto. La distanza, la carta ingiallita, testimoniano l’usura del tempo e la perdita del loro valore.
I bambini, le donne e gli uomini che Despotović ritrae – dopo averli scovati e riesumati all’oblio – nelle pose che avevano assunto di fronte l’occhio del fotografo, ci raccontano di un mondo che non c’è più e che è ormai saldamente entrato nel mare magnum della storia, probabilmente senza che essi ne siano stati protagonisti o personaggi riconoscibili. I loro nuovi ritratti testimoniano invece l’importanza del loro (o nostro) vissuto individuale, di tutto ciò su cui è necessario rivolgere lo sguardo e trattenere a futura memoria.
I colori cupi e plumbei, le tinte smorzate nella cromia ma pastose nella consistenza, i tratti fisiognomici accennati ma mai compiuti sino in fondo (ritrarre vuol talvolta dire mostrare anche ciò che non c’è), i dettagli delle suppellettili appena abbozzati ci fanno così vedere quello che di più importante abbiamo: la nostra identità. Che non è sempre chiara e perfettamente delineata, ma spesso nascosta fra le pieghe della nostra vita o le grinze di un guanto di velluto che inconsapevolmente un bambino ritratto da un anonimo fotografo tiene in mano.

Arte Boccanera Contemporanea is pleased to present the solo exhibition entitled Velvet Glove by Nebojša Despotović, the first exhibition of the young Serbian artist in its spaces.

Velvet Glove‘s works on canvas are born from the desire to recover the memory and the individual photographic heritage to bring to the surface images, situations, smells and atmospheres that would have remained buried forever. In a spontaneous and personal way, the young artist’s painting has the power to re-emerge
pieces of past life and now forgotten, as happened to Proust with the madeleine. Thus, without ever being tired of praising the past and what it was, his work concentrates and thickens what time has without restraint diluted.

Despotović’s works come from a hunt for images starting from history books, old photos, old volumes of encyclopedias and school texts found at flea markets. They are portions of personal memory abandoned that end up in the hands of men distant in time and space, without being there
nothing in common between the viewer and the subjects depicted. They are never icons but, on the contrary, precise identities, people who have lived, fought, loved, suffered. The distance, the yellowed paper, testify to the wear of time and the loss of their value.
The children, women and men that Despotović portrays – after having found them and exhumed them into oblivion – in the poses they had taken in front of the photographer’s eye, tell us of a world that no longer exists and is now firmly entered the mare magnum of history, probably without them having been protagonists or recognizable characters. Their new portraits instead testify to the importance of their (or our) individual experience, of everything on which it is necessary to look and keep for future memory.
The dark and leaden colors, the muted hues in the chroma but mellow in the consistency, the physiognomic features hinted at but never fully completed (portraying sometimes also means showing what is not there), the details of the furnishings just sketched out make us so see what is most important to us: our identity. Which is not always clear and perfectly delineated, but often hidden in the folds of our life or the wrinkles of a velvet glove that unwittingly a child portrayed by an anonymous photographer holds in his hand.

Dates
13.11.2010 – 29.01.2011


Location
Boccanera Gallery
Via Milano 128
Trento


Artist
Nebojša Despotović



Installation view and Artworks