Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino

Federico Seppi
Icebreaker

A cura di / Curated by Giovanna Nicoletti

Boccanera Gallery presenta nei suoi ampi spazi industriali a Trento la prima mostra personale di Federico Seppi (Trento, 1990).

La mostra intitolata Icebreaker, curata da Giovanna Nicoletti e progettata appositamente per le dimensioni dello spazio espositivo, usa come filo conduttore il tema del ghiacciaio. Il ghiacciaio è esso stesso metafora dell’esistenza e della sua metamorfosi. E’ un elemento di stupore per la sua grandezza, la sua luce, il suo colore, ma nello stesso tempo mostra oggi la sua fragilità, vittima di una crisi climatica volta alla sua estinzione. Il tema dell’ambiente e del clima è, infatti, uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030 definiti dall’ONU come strategia ‘per un futuro migliore e più sostenibile per tutti’.

Il ghiacciaio rappresenta la potenza della natura, di quella natura capace di trasformare gli elementi, dalla roccia alla vegetazione. E’ allo stesso tempo luogo di avventura e di scoperta conservando e custodendo dentro di sé la memoria degli eventi e degli esseri che lo hanno attraversato.

Nello spazio espositivo, i ghiacciai si rivelano nelle tavole di grandi dimensioni, realizzate per la mostra, raccontando di simulacri fisici di una natura pronta a mostrarsi per subito scomparire assorbita dalla luce davanti ai nostri occhi. Sono tavole sulle quali la foglia d’argento, una volta graffiata, incisa e levata dall’artista, mostra strato dopo strato la spigolosità della roccia sottostante. Le immagini dei ghiacciai Stelvio, Due Forni, Marmolada e Adamello occupano le pareti come muri astratti, alludendo ad effetti atmosferici estranianti.

Le sculture dedicate al movimento del ghiaccio spezzato, alla goccia che cade, portano con sè la ‘pelle’ degli elementi della montagna. Il legno nelle sue fibre traccia la mappa della terra, una trama sottile che sembra erodere la superficie dando origine ad un movimento di onde concentriche (Minimi segni), un movimento continuo capace di trasformare la materia da solida a liquida e viceversa (Frozen river).

Sulle carte, raccolte nel prezioso libro d’artista Hertz, Federico Seppi descrive la trasformazione degli elementi attraverso il movimento per vibrazione delle polveri quasi a registrare allo stesso tempo il respiro dell’universo e il momento del suo apparire.

Le opere sono circa una ventina.
La mostra è corredata da un catalogo con testi di Chiara Casarin e Giovanna Nicoletti in italiano e inglese.

Federico Seppi nasce a Trento nel 1990.
Nel 2014 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia al corso di Pittura. Si diploma a pieni voti con lode in Scultura con Mario Airò discutendo una tesi dal titolo ‘Materia viva’, approfondendo la poetica dei materiali nella rappresentazione del binomio Arte ed Ecologia.
Tra il 2015 e il 2016 segue a Cardiff, alla Metropolitan University, il corso Sculpture and Installation.
Nel 2015 partecipa alla mostra collettiva Natura, Arte e Ecologia al MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica.
Nel 2019 partecipa alla mostra collettiva Materia Prima a Palazzo Aliprandini a Livo (Val di Non). Lo stesso anno il progetto ‘E(U)nglish Lawn’ è selezionato per la residenza London is Open e presentato presso la Estorick collection of Modern Art di Londra.

Federico Seppi con le sue opere ridefinisce l’universo naturale attraverso una costante riappropriazione fisica degli elementi originari: attribuendo a ciascun elemento una valenza simbolica ed un significato spirituale.
I suoi lavori nascono dal dialogo tra spiritualità e scienza, dalle relazioni tra oriente e occidente, dalla trasformazione tra natura e artificio. 

Boccanera Gallery shows the works of Federico Seppi (Trento, 1990) in its large industrial spaces in Trento.

The first solo exhibition titled Icebreaker, curated by Giovanna Nicoletti and designed specifically for the dimensions of the gallery, uses the theme of the glacier as a guiding thread. The glacier itself is a metaphor for existence and its metamorphosis. Its size, its light, its colour amaze us but at the same time nowadays we see its fragility, a victim of a climate crisis leading to its extinction. The theme of the environment and climate is, of course, one of the sustainable development goals set by the 2030 Agenda defined by the UN as a strategy ‘for a better and more sustainable future for all’.

A glacier represents the power of nature capable of transforming fundamental elements from rock to vegetation. At the same time, it is a place of adventure and discovery, preserving and guarding within itself the memory of events and beings who have passed through it.

In the gallery spaces, glaciers are revealed in large pieces created for the exhibition describing physical simulacra of nature ready to show themselves and immediately disappear absorbed by light before our eyes. These are works on which silver leaf, once scratched, engraved and removed by the artist, show layer by layer the angularity of the underlying rock. The images of the Stelvio, Due Forni, Marmolada and Adamello glaciers occupy the space like abstract walls alluding to alienating atmospheric effects.

Sculptures dedicated to the movement of broken ice, to the falling drop, carry with them the ‘skin’ of mountain elements. The grain of natural wood traces map contours of the earth, a thin texture that seems to erode the surface giving rise to a movement of concentric waves (Minimi segni) or a continuous movement capable of transforming the material from solid to liquid and vice versa (Frozen river).

Federico Seppi’s works on paper collected in the artist’s precious book Hertz, describe the transformation of elements through movement, by vibration of dust, as if to record the time of their appearance together with the breath of the universe.

The exhibition brings together twenty pieces. A catalogue will be published for the occasion with Italian and English texts by Chiara Casarin and Giovanna Nicoletti.

Federico Seppi was born in Trento in 1990.
In 2014 he enrolled at the Academy of Fine Arts in Venice in the painting course. He graduated with honours in Sculpture with Mario Airò by discussing a thesis entitled ‘Materia viva’ (living matter), deepening the poetics of materials in the representation of the binomial Art and Ecology.
Between 2015 and 2016 he attended the Sculpture and Installation course in Cardiff, at the Metropolitan University.
In 2015 he participated in the group exhibition Nature, Art and Ecology at the MART Museum of Modern and Contemporary Art of Trento and Rovereto, Galleria Civica.
In 2019 he participated in the collective exhibition Materia Prima at Palazzo Aliprandini in Livo (Val di Non). The same year, the ‘E(U)nglish Lawn’ project was selected for the London is Open residency and presented at the Estorick Collection of Modern Art in London.


Federico Seppi with his works redefines the natural universe through a constant physical re-appropriation of the original elements: attributing to each element a symbolic value and a spiritual meaning.
His works are born from the dialogue between spirituality and science, from the relations between East and West, from the transformation between nature and artifice.

Dates
05.03.2021 –
30.06.2021


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Alto Adige 176, Trento


Artist
Federico Seppi


Viewing Room


Exhibition view

Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino
Federico Seppi, Ghiacciaio Due Forni, 2020, legno di pioppo, inchiostro e foglia argento / poplar wood board, ink and silver leaf, 125 x 180 cm. Ph. Daniele Fiorentino

Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino
Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino
Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino
Federico Seppi, Icebreaker, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery, Trento. Ph. Daniele Fiorentino