Debora Hirsch, Firmamento (calabash 2), 2021, acrylics and oil pencil on canvas, 88 x 88 cm, detail

Debora Hirsch
Até aqui

A cura di / Curated by Giuseppe Frangi

Per la sua nuova personale alla Boccanera Gallery a Trento e Milano, Debora Hirsch presenta una serie di lavori inediti con i quali continua il suo affascinante lavoro di cucitura tra poli opposti, geografici, mentali e visivi. Tra passato e futuro, tra reale e virtuale, tra natura e artificio. Ogni opera dell’artista è l’esito di uno straordinario lavoro di assemblaggio e dissimulazione. Dietro ogni opera si nasconde infatti un’intelaiatura precisa di memorie e di pensieri, che spesso fanno riferimento al mondo da cui Debora Hirsch viene, il “nuovo mondo”; poi il processo pittorico porta, secondo quanto suggeriva il grande poeta brasiliano Oswald de Andrade, a cui il titolo della mostra rende omaggio, alla determinazione di una situazione inedita; immagini di un mondo “ultra nuovo” che non cancella ciò che è stato, non elimina gli opposti ma li colloca dentro un orizzonte liquido dove tutto diventa ancora possibile. La pittura di Debora Hirsch è la pittura di un nuovo mondo matriarcale, dove le immagini del mondo e della storia si ricompongono dentro un ordine che permette agli opposti di confluire uno nell’altro, senza annullarsi. Até aqui, “Fino a qui” indica proprio questo orizzonte sempre mobile, “firmamento” come nel titolo/suffisso di tutte le sue opere, verso il quale la pittura dell’artista si è sospinta.

Tra i nuovi lavori che Debora Hirsch presenta a Trento c’è una serie di tele di formato quadrato, un formato sul quale l’artista ha lavorato con singolare e significativa ostinazione. Il quadrato che nella cultura occidentale richiama la chiarezza della razionalità, qui è destinato a racchiudere immagini fluide, a volte quasi amniotiche, permeate di sostrati che sfuggono e portano verso profondità mutanti. Nel perimetro del quadrato, la chiarezza non viene affatto rinnegata, ma portata ad una condizione superiore e assume forme mobili, riluttanti ad ogni rigidità interpretativa. Eppure dentro quelle forme si condensano la storia, con tutte le sue ferite, come nel bellissimo “Firmamento (pelourinho)”, che richiama una colonna per le torture usata dai conquistatori; la geografia, con i fiumi che si fanno sistema venoso nel dipinto “Firmamento (river veins)”, la natura con le sue strutture quotidiane e insieme totemiche in “Firmamento (calabash 2)”.
È un orizzonte nel quale la separazione tra pittura e digitale sfuma. Nelle tele compaiono filamenti che sono radici aeree e insieme nodi di reti. Così con molta fluidità le immagini slittano dentro gli schermi dei video di Debora Hirsch, con la stessa naturalezza con cui galleggiano sulle tele. Até qui non è un approdo ma un movimento che chiama sempre nuovi movimenti.

Debora Hirsch nasce a San Paolo (BR) nel 1967. Vive e lavora tra Milano e San Paolo.
Debora Hirsch è interessata a esplorare come le strutture del potere possano essere sottili, insidiose e impercettibili, oltre che brutali e invasive, spaziando dalle dinamiche storiche di colonizzazione, al controllo tecnologico, alle dinamiche che agiscono a livello personale.
 
Alcuni temi chiave ricorrono nelle opere di Debora Hirsch, come l’antropologia contemporanea, le interrelazioni inosservate e le realtà nascoste, l’influenza dei media e della tecnologia sulla cultura e la società, definendo la natura multidisciplinare della sua pratica artistica. Sebbene il suo lavoro sia spesso concettuale e di appropriazione – raccoglie immagini da archivi, vecchi libri, mondo digitale, arte e una varietà di media – costruisce il proprio immaginario e la propria prospettiva attraverso una concezione metafisica dell’arte.
 
Il suo linguaggio visivo spesso invita deliberatamente gli spettatori a indagare e a riconsiderare le loro azioni e la loro esistenza. Il suo metodo preferito per la produzione di disegni, dipinti, video, siti web, installazioni e oggetti è quello di progredire per associazioni e deduzioni. Le opere di Debora Hirsch sono spesso istantanee elaborate di un’indagine in corso che include teorie, congetture, reinterpretazioni di segni su realtà apparentemente irrilevanti, interconnessioni nascoste e somiglianze tra mondi e tempi lontani.
 
Il suo lavoro fa parte di alcune collezioni pubbliche e private come il MOCAK Museum Of Contemporary Art di Cracovia (PO), MuBe Museu Brasileiro da Escultura e Ecologia (BR), Casa Testori (IT), Fondation Francès (FR), Benetton (IT), Arte Mondadori (IT), Collezione Ernesto Esposito (IT), Collezione De Iorio (IT), Collezione AGI Verona (IT), Collezione Banca Monte dei Paschi (IT), Museo Premio Suzzara (IT), Collezione VR Vittorio Rappa (IT), Fondazione Rivoli2, Milano (IT), Hutchinson Modern, NY (USA), Museo BoCs (IT).

For her new solo exhibition at the Boccanera Gallery in Trento and Milan, Debora Hirsch presents a series of recent paintings and videos in which she continues her fascinating work of stitching together opposing poles – geographical, mental and visual – between past and future, the real and the virtual, the natural and the artificial. Each of the artist’s works is the result of an extraordinary process of assembly and dissimulation. Behind each work lies a precise construction of memories and thoughts, which often refer to the world from which Debora Hirsch comes, i.e. the ‘new world’. Then – as suggested by the great Brazilian poet Oswald de Andrade, to whom the title of the exhibition pays homage – the pictorial process leads to the emergence of an unprecedented situation: images of an ‘ultra-new’ world that does not erase what has been, that does not eliminate opposites but which places them within a liquid horizon where everything still remains possible. Debora Hirsch’s painting is that of a new matriarchal sphere, where the images of the world and of history are recomposed in a configuration that allows opposites to flow into one another yet without being cancelled. Até aqui – ‘Up to Here’ or ‘Thus Far’ – indicates this ever-moving horizon, the ‘firmamento’ mentioned in the title/suffix of all her works, towards which the artist’s painting has shifted.
Among the new works Debora Hirsch is presenting in Trento there is a series of square canvases, a format on which the artist has worked with single-minded and meaningful obstinacy. The square, which in Western culture evokes the clarity of rationality, is here intended to enclose fluid images, at times almost amniotic, permeated with substrates that escape and lead towards mutant depths. In the perimeter of the square, clarity is by no means disavowed, but brought to a higher condition in which it assumes mobile forms, reluctant to embrace any interpretative rigidity. And yet within those forms, history is condensed, along with all its wounds, as in the beautiful ‘Firmamento (pelourinho)’, which recalls a whipping post used by the conquerors; geography, with rivers that become the venous system of painting ‘Firmamento (river veins)’; and nature with its everyday and at the same time totemic structures at ‘Firmamento (calabash 2)’.
It is a horizon along which the separation between painting and digital imagery fades. Filaments appear on the canvases that are both aerial roots and networks nodes. Thus, with great fluidity, the images slide into the screens of Debora Hirsch’s videos, just as naturally as they float across her canvases.
Até qui is not a landing place but a ceaseless movement that brings about new movements.

Debora Hirsch was born in São Paulo (BR) in 1967. Lives and works between Milan and São Paulo.
Debora Hirsch is mainly interested in exploring how the structures of power can be subtle, insidious, and imperceptible, as well as brutal and invasive, ranging from historic colonizing dynamics and its legacy, technological control to dynamics acting at a personal level.

Some key themes recur throughout Debora Hirsch’s artworks, such as contemporary anthropology, unnoticed interrelationships and concealed realities, the influence of media and technology on culture and society, defining the multidisciplinary nature of her practice. Although her artwork is often conceptual and appropriative, gathering visuals from archives, old books, digital world, art, and a variety of media, she builds her own imagery and perspective through a metaphysical conception of art.

Her visual language often deliberately invites viewers to investigate and reconsider their actions and existence. Progressing by associations and deductions is her favored method in the production of drawings, paintings, videos, websites, installations, and objects. Debora Hirsch’s artworks are often elaborated snapshots of an ongoing inquiry that includes theories, conjectures, re-interpreting signs about apparently unimportant realities, hidden interconnections, and similarities between distant worlds and times.

Her work is included in some public and private collections such as MOCAK Museum Of Contemporary Art in Krakow (PO), MuBe Museu Brasileiro da Escultura e Ecologia (BR), Casa Testori, (IT), Fondation Francès (FR), Benetton (IT), Arte Mondadori (IT), Ernesto Esposito Collection (IT), De Iorio Collection (IT), AGI Verona Collection (IT), Monte dei Paschi Bank Collection (IT), Museo Premio Suzzara (IT), VR Vittorio Rappa Collection (IT), Fondazione Rivoli2, Milano (IT), Hutchinson Modern, NY (USA), BoCs Museum (IT).
Modern, NY (USA), Museo BoCs (IT).

Dates
Trento
Opening 10.09.2021
12pm – 8pm
11.09.2021 –
13.11.2021

Milano
Opening 14.09.2021
4pm – 9pm
15.09.2021 –
06.11.2021


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Alto Adige 176
Trento

Boccanera Gallery Milano
Via Ventura 6
Milano


Artist
Debora Hirsch



Exhibition view

Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento
Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento
Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento

Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento
Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento
Debora Hirsch, Até aqui, Solo Show, Installation view, Boccanera Gallery Trento