Cristian Avram, The Place we call Home, 2018, Exhibition view, Boccanera Project Room, Trento

Cristian Avram
The place we call home

Boccanera Gallery Trento ha il piacere di presentare The Place we call Home, il progetto di Cristian Avram (Cluj-Napoca, RO nel 1994), nello spazio Boccanera Project Room.

Attraverso le sue pitture a olio su tela, Cristian Avram esplora la collisione tra mondo interno e mondo esterno, e come quest’ossimoro può dare origine a stati di coscienza superiore.
L’artista parte da concetti semplici: come la ricerca della bellezza della quotidianità permetta agli esseri umani di chiamare un luogo casa.
Cristian Avram recentemente si è trasferito dalla città a un remoto complesso di casa-studio d’artista nelle campagne di Cluj Napoca.
Nella solitudine di quel luogo, durante il suo primo inverno passato vivendo in isolamento, ha osservato come lo spazio da impervio stabile post-soviet si sia trasformato nella sua casa ed ha ritratto la trasformazione attraverso i residui della presenza umana nello spazio.
Il lavoro di Avram, sempre concentrato sul suo vissuto personale, sviluppa il senso del tempo puro, non databile.
Con un’analisi sull’estetica dello spazio, tenta di sondare le possibili alterazioni dell’ambiente, dal tangibile all’immateriale, alla dimensione privata a quella sociale.
Il giovane pittore rumeno quindi cerca di ricomporre nella composizione delle sue opere una gerarchia estetica, ritraendo il disordine organizzato degli spazi usati dall’uomo in sua assenza.
L’esistenza dell’essere umano è tangibile ma l’astrazione del mezzo della pittura restituisce la dimensione animifica propria degli ambienti ritratti, creando un luogo dell’ammina.
Lo spazio espande nelle sue dimensioni fisiche verso l’infinito dello spirito.

La mostra è presentata contemporaneamente a Cosmology model, la seconda mostra personale di Richard Loskot (Most, CZ nel 1984), esposta negli spazi principali della galleria. Entrambi i progetti dei due giovani artisti dell’Est Europa confluiscono in un comune denominatore: lo spazio.
Le opere dei due artisti indagano in maniera opposta sulle molteplici influenze nel rapporto tra uomo e spazio: Cristian Avram, nelle sue opere a olio su tela, esplora il microcosmo delle pareti domestiche della sua casa-studio nelle campagne nei dintorni della città rumena di Cluj-Napoca, e Richard Loskot, attraverso la creazione di apparati tecnologici rudimentali, macchinari assemblati con parti di oggetti di uso comune e pezzi di mobilio, guarda alla grandezza e ai misteri del Cosmo.
Lo spazio non è solo la proiezione di un soggetto, un involucro, un disegno ma è anche il deposito di tutte le nevrosi e le fobie della società che lo circonda. In questo senso lo spazio non è vuoto ma pieno di oggetti disturbanti. L’arte ha la capacità di rappresentare lo spazio nella sua distorsione, modificando la maniera tradizionale in cui è stato storicamente concepito.

Boccanera Gallery Trento is pleased to present The Place we call Home, Cristian Avram’s project (Cluj-Napoca, RO in 1994), at the Project Room space.

In his oil paintings, Cristian Avram explores the collision between the inner world and the outer world, and how this oxymoron can rise states of higher consciousness.
The artist starts his research from a simple concept: what are the factors that can bring a human being to call a place home and how beauty can be the key to it.
Cristian Avram recently moved from the city to a remote artist-studio complex in the countryside of Cluj Napoca.
During his first winter spent living in solitude and isolation he experienced how the post-Soviet impervious building turned into his home, portraying the transformation through the ghostly presence of humans activities in the space.
Avram’s work focuses on his personal experience translating it into timeless images.
He explores the possible alterations of the environment capturing the moment between the tangible to the immaterial, from the personal matter to the public life.
The young Romanian painter reconstructs in his works an aesthetic hierarchy, portraying the organized manmade disorder of spaces occupied by human beings in its absence.
The existence of being is tangible, but the abstraction of the medium creates a place of the soul in the subject of the artwork.
The physical proportions of the space expand towards a spiritual dimension.

The exhibition is presented simultaneously with Cosmology model, Richard Loskot’s second solo exhibition (Most, CZ in 1984), at the main gallery space. Both the projects of the two young Eastern European artists are focused on a shared interest: space. The works of both artists investigate the relationship between man and space: in his oil paintings on canvas, Cristian Avram explores the microcosm of the domestic surroundings of his home-studio in the countryside of the Romanian city of Cluj-Napoca. Richard Loskot looks at the greatness and the mysteries of the Cosmos building rudimentary devices, machines assembled with parts of everyday objects, obsolete technology and pieces of furniture.
Space is not only the extension of a subject, a box, a design but it is also the storage of neuroses and phobias of the surroundings’ society. In this sense, space is not empty but full of unsettled objects. Art can represent space in its distortion, modifying the traditional way in which it has been historically perceived.

Dates
25.05.2018 – 28.07.2018


Location
Boccanera Gallery Trento
Via Alto Adige 176, Trento


Artists
Cristian Avram


Installation View and Artworks