Richard Loskot and others
In their eyes…

A cura di / Curated by Camilla Martinelli, Michal Koleček

Sabato 10 settembre alle 19.30 inaugura alla Kunsthalle Eurocenter Lana la mostra collettiva “In Their Eyes…” un progetto internazionale che vedrà esposte fino al 25 settembre le opere degli artisti Stefano Cagol, Nemanja Cvijanović, Hannes Egger, Igor Eškinja, Michael Fliri, Miroslav Hašek, Zdena Kolečková, Richard Loskot, Michaela Thelenová, Slaven Tolj.

La mostra, a cura di Michal Koleček docente presso l’università di Usti nad Labem e Camilla Martinelli, parte del direttivo della Kunsthalle Eurocenter, nasce da una collaborazione della Kunsthalle Eurocenter e del centro culturale Werkbank Lana con la House of Arts e la Facoltà di Arte e Design dell’Università di Usti nad Labem, città della Repubblica Ceca vicina al confine con la Germania e con il Museo di arte moderna e contemporanea della città di Fiume, in Croazia.
La mostra riflette sulle peculiarità emerse nel corso della storia dalla coesistenza di due o più gruppi etnici nelle zone di confine, in aree territoriali contese che hanno subito diverse dominazioni a seguito di avvenimenti storici e orientamenti politici strategici: Trentino-Alto Adige (I), Sudetenland (CZ) e Istria (CRO).
Le opere dei dieci artisti interpretano i sentimenti, il background culturale e la memoria storica delle comunità minoritarie alle quali appartengono, proponendo delle visioni svincolate da intenti documentaristici e orientate alla pratica artistica contemporanea più internazionale. L’esposizione pone in rilievo come i gruppi etnici che hanno convissuto in questi territori di confine abbiano tratto mutuo arricchimento dalla convivenza, ma vissuto altresì momenti di tensione connessi alle politiche di nazionalizzazione. A proposito del confine geometrico, inteso come linea che separa i territori, il noto geografo Franco Farinelli rileva che il problema a questa soluzione è che il confine, la linea geometrica, traccia, separa, portatori della stessa cultura. Le realtà territoriali di Alto Adige, Sudetenland e Istria, hanno fatto parte tutte e tre per un periodo più o meno lungo dell’impero austro-ungarico, sono luoghi dove comunità etniche e linguistiche differenti hanno convissuto o continuano tuttora a convivere serbando il ricordo di momenti difficili, contrasti e imposizioni che hanno reso possibile la nascita di reali ingiustizie e frustrazioni. Il riferimento esplicito va alla convivenza di cechi e tedeschi nel Sudetenland, croati e italiani in Istria, austriaci e italiani in Trentino-Alto Adige.
Dalle opere in mostra emergono riferimenti poetici e riflessioni controverse, nascono domande e dubbi antropologici suscitati da elementi molto diversi tra loro, che consistono soprattutto in installazioni, sculture, fotografie e video. La varietà dei medium impiegati, esplicita una ricerca vivace e incline al confronto, alla sperimentazione, caratteristica che accomuna la poetica di ognuno di questi artisti.
Il lavoro di Stefano Cagol è una ricerca volta al confronto con luoghi lontani in cui l’esplorazione del paesaggio si fa espediente per ripensare il concetto di appartenenza geografica e confine inteso nella sua accezione soprattutto mentale. Una grande immagine richiama il progetto di arte pubblica attraverso il quale l’artista trentino ha segnato con la luce i confini geografici a sud e nord dell’Europa. L’installazione dell’altoatesino Hannes Egger invita i visitatori a partecipare a una messa in scena che li rende parte attiva dell’opera d’arte. Al centro del lavoro pensato appositamente per la mostra, vi è la condivisione della memoria storica personale. La serie di sculture di Michael Fliri “Where I end and the world begins”, indaga lo spazio tra fisionomia originaria e volto presente, recuperando una dimensione dell’essere misteriosa e lontana ma compendendo allo stesso tempo una maschera che ricalca quella utilizzata dall’artista durante la tradizionale giornata di S. Nicolaus ai tempi dell’infanzia trascorsa in Alto Adige.
Le visioni dei Monti Metalliferi, catena montuosa che separa la regione storico-geografica della Sassonia da quella della Boemia, realizzate da Michaela Thelenová, rientrano in un progetto fotografico legato al rapporto con la persona che ha precedente abitato nella casa in cui vive l’artista ceca, un uomo deportato con la famiglia in Germania nel secondo dopoguerra.
L’installazione di Miroslav Hasek è il risultato di una ricerca che egli definisce di “archeologia personale”, coinvolge degli oggetti appartenuti alla nonna, un set di bicchieri dalla storia misteriosa e chiamati comunemente “after the Germans”. L’installazione site-specific di Zdena Koleckova si basa invece sulla ricerca di documenti che riguardano tre personaggi storici connessi alle tre aree geografiche: Gabriele D’Annunzio per Fiume, Mussolini per l’Alto Adige e Edward Benes, il presidente ceco ricordato anche per aver ordinato l’espulsione dei tedeschi. La pratica artistica sperimentale e tecnologica di Richard Loskot, mette in scena dei piccoli robot che roteano sul pavimento segnando delle porzioni di spazio e recitando nel contempo dei monologhi in ceco e tedesco: un allegoria postmoderna dell’opposizione socio-politica che ha caratterizzato la storia del Sudetenland.
Il video dell’artista croato Nemanja Cvijanovic mostra un atto collettivo di restauro che riguarda la conservazione di una frase scritta negli anni Cinquanta su un muro della sua città, Fiume: “W il potere popolare”. Un’espressione insolita e insolitamente italiana, un gesto che invita a riflettere sul senso, il valore e la riabilitazione di questa affermazione. Con la grande fotografia “Somewhere in East Europe” Igor Eškinja propone una visione minimalista in cui l’atmosfera sospesa viene rafforzata da una scritta che campeggia di fronte a un tavolo, suggerendo in poche lettere un territorio, un mondo “altro”. L’installazione di Slaven Tolj riflette sulla trasformazione significante dei segni attraverso l’arte riferendosi alla storia più attuale, mostra il politico radicale Vojislav Seselj mentre brucia una bandiera croata ma anche un gruppo di giovani nazionalisti croati intenti a fare la stessa cosa con una bandiera serba.

La mostra alla Kunsthalle Eurocenter, sita in via Industriale 1/5 a Lana, presso il secondo piano del complesso Eurocenter, rimane aperta al pubblico dal 10 al 25 Settembre, tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00. Dopo l’esposizione in Alto Adige, la mostra si farà itinerante e sarà ospitata tra ottobre e dicembre alla House of Arts di Usti nad Labem e nel 2017 presso il Museo di arte moderna e contemporanea di Fiume. In occasione del progetto sarà realizzata un’ampia pubblicazione accompagnata da testi critici di natura storica, filosofica, politica e di teoria dell’arte.

Programma collaterale

Il programma collaterale della mostra a Lana prevede una visita guidata gratuita in lingua italiana che si terrà mercoledì 21 settembre alle ore 19.00 in compagnia della curatrice Camilla Martinelli. Venerdì 23 settembre alle ore 20.00 presso la biblioteca di Lana (Kultur.Lana, Piazza Hofmann 2), avrà luogo la proiezione del film in lingua tedesca „Grenzgänge – Eine Sudetendeutsche Spurensuche“, realizzato dal regista altoatesino Martin Hanni. Il film racconta la storia della giornalista Wolftraud de Concini Schreiber, nata in Boemia, cresciuta in Germania e residente da molti anni in Alto Adige. L’area dell’odierna Repubblica Ceca che ha dato i natali alla giornalista, è stata abitata da molti cechi di madrelingua tedesca espulsi nel secondo dopoguerra, tra i quali anche la sua famiglia. Nel 2015 la giornalista ha voluto tornare sulle tracce della propria storia personale e ha fatto ritorno a Pilsen. Il film documentario accompagna Wolftraud de Concini Schreiber in un viaggio alla scoperta delle sue origini. La giornalista e il regista del film saranno presenti e introdurranno la serata, l’entrata è gratuita.

Saturday 10 September at 7.30 pm the collective exhibition “In Their Eyes …” opens at the Kunsthalle Eurocenter Lana, an international project that will see the works of artists Stefano Cagol, Nemanja Cvijanović, Hannes Egger, Igor Eškinja, Michael Fliri, Miroslav Hašek, Zdena Kolečková, Richard Loskot, Michaela Thelenová, Slaven Tolj on display until 25 September.

The exhibition, curated by Michal Koleček lecturer at the University of Usti nad Labem and Camilla Martinelli, part of the management of the Kunsthalle Eurocenter, was born from a collaboration of the Kunsthalle Eurocenter and the cultural center Werkbank Lana with the House of Arts and the Faculty of Art and Design of the University of Usti nad Labem, a city in the Czech Republic near the border with Germany and with the Museum of Modern and Contemporary Art in the city of Rijeka, Croatia.
The exhibition reflects on the peculiarities that emerged over the course of history from the coexistence of two or more ethnic groups in the border areas, in disputed territorial areas that have undergone various dominations as a result of historical events and strategic political orientations: Trentino-Alto Adige (I), Sudetenland (CZ) and Istria (CRO).
The works of the ten artists interpret the feelings, the cultural background and the historical memory of the minority communities to which they belong, proposing visions released from documentary intentions and oriented towards the most international contemporary artistic practice. The exhibition highlights how the ethnic groups that have lived together in these border territories have drawn mutual enrichment from coexistence, but have also experienced moments of tension connected to nationalization policies. With regard to the geometric border, understood as a line that separates the territories, the well-known geographer Franco Farinelli points out that the problem with this solution is that the border, the geometric line, traces, separates, bearers of the same culture. The territorial realities of Alto Adige, Sudetenland and Istria, all three have been part of the Austro-Hungarian empire for a shorter or longer period, are places where different ethnic and linguistic communities have coexisted or still continue to coexist preserving the memory of difficult moments, conflicts and impositions that have made possible the birth of real injustices and frustrations. The explicit reference goes to the coexistence of Czechs and Germans in Sudetenland, Croats and Italians in Istria, Austrians and Italians in Trentino-Alto Adige.
Poetic references and controversial reflections emerge from the works on display, anthropological questions and doubts arise from very different elements, which mainly consist of installations, sculptures, photographs and videos. The variety of mediums used, expresses a lively research prone to comparison, experimentation, a characteristic that unites the poetics of each of these artists.
Stefano Cagol’s work is a research aimed at comparing with distant places where the exploration of the landscape becomes an expedient to rethink the concept of geographical belonging and boundary understood in its above all mental meaning. A large image recalls the public art project through which the Trentino artist has marked the geographical borders of southern and northern Europe with light. The installation by the South Tyrolean Hannes Egger invites visitors to participate in a staging that makes them an active part of the work of art. At the center of the work designed specifically for the exhibition, there is the sharing of personal historical memory. Michael Fliri’s series of sculptures “Where I end and the world begins” investigates the space between the original physiognomy and the present face, recovering a mysterious and distant dimension of being but at the same time summarizing a mask that follows the one used by the artist during the traditional day of S. Nicolaus at the time of childhood spent in South Tyrol.
The visions of the Ore Mountains, a mountain range that separates the historical-geographical region of Saxony from that of Bohemia, made by Michaela Thelenová, are part of a photographic project linked to the relationship with the person who previously lived in the house where the artist lives Czech, a man deported with his family to Germany after World War II.
Miroslav Hasek’s installation is the result of a research that he defines as “personal archeology”, involving objects that belonged to his grandmother, a set of glasses with a mysterious history and commonly called “after the Germans”. The site-specific installation by Zdena Koleckova is based instead on the search for documents concerning three historical figures connected to the three geographical areas: Gabriele D’Annunzio for Fiume, Mussolini for Alto Adige and Edward Benes, the Czech president also remembered for having ordered the expulsion of the Germans. Richard Loskot’s experimental and technological artistic practice stages small robots that rotate on the floor marking portions of space and at the same time reciting monologues in Czech and German: a postmodern allegory of the socio-political opposition that has characterized history of Sudetenland.
The video of Croatian artist Nemanja Cvijanovic shows a collective restoration act concerning the conservation of a phrase written in the 1950s in a wall of his hometown Fiume: “W popular power”. An unusual and unusually Italian expression, a gesture that invites us to reflect on the meaning, value and rehabilitation of this statement. With the great photography “Somewhere in East Europe” Igor Eškinja proposes a minimalist vision in which the suspended atmosphere is reinforced by an inscription that stands in front of a table, suggesting in a few letters a territory, an “other” world. The installation by Slaven Tolj reflects on the significant transformation of signs through art referring to the most current history, shows the radical politician Vojislav Seselj burning a Croatian flag but also a group of young Croatian nationalists intent on doing the same thing with a flag Serbian.

The exhibition at the Kunsthalle Eurocenter, located in via Industriale 1/5 in Lana, on the second floor of the Eurocenter complex, remains open to the public from 10 to 25 September, every day from 17.00 to 20.00. After the exhibition in South Tyrol, the exhibition will be touring and will be hosted between October and December at the House of Arts in Usti nad Labem and in 2017 at the Museum of Modern and Contemporary Art in Rijeka. On the occasion of the project, a large publication will be produced accompanied by critical texts of a historical, philosophical, political and art theory nature.

Collateral program

The collateral program of the exhibition in Lana includes a free guided tour in Italian to be held on Wednesday 21 September at 7.00 pm in the company of the curator Camilla Martinelli. On Friday 23 September at 8.00 pm at the Lana library (Kultur.Lana, Hofmann Square 2), the German-language film „Grenzgänge – Eine Sudetendeutsche Spurensuche“, made by South Tyrolean director Martin Hanni, will be screened. The film tells the story of the journalist Wolftraud de Concini Schreiber, born in Bohemia, raised in Germany and living in South Tyrol for many years. The area of ​​today’s Czech Republic that gave birth to the journalist was inhabited by many Czechs with German mother tongue expelled after World War II, including her family. In 2015, the journalist wanted to go back to her personal history and returned to Pilsen. The documentary film accompanies Wolftraud de Concini Schreiber on a journey to discover her origins. The journalist and the director of the film will be present and will introduce the evening, admission is free.

Dates
10.09.2016 – 25.09.2016


Location
Kunsthalle Eurocenter
Zona industriale 1/5, Lana


Our artist
Richard Loskot

Artists: Stefano Cagol, Nemanja Cvijanović, Hannes Egger, Igor Eškinja, Michael Fliri, Miroslav Hašek, Zdena
Kolečková, Richard Loskot, Michaela Thelenová, Slaven Tolj