Jared C. Deery, Glenn Goldberg, Robert Kobayashi, Rob Ventura, Patrick Neal, Joe Brainard, Butt Johnson
Anthophile: Men who paint Flowers

A cura di / Curated by: Elizabeth Hazan and Patrick Neal

Il fiore come organismo di bellezza, esotismo, tossicità e sessualità è un tropo duraturo per gli artisti. I fiori come simboli di celebrazione, lutto, morte, nascita e decadenza sono un motivo costante e ricorrente in tutta la storia dell’arte. Pittori da Bonnard e Fantin-Latour, a Donald Sultan e Robert Kushner hanno trovato i fiori come oggetti solari ideali per sperimentare attraverso la rappresentazione, l’astrazione e l’iconografia mutevole.

Un soggetto decisamente unmacho che convive in un’orbita “Me Too” di ricerca dell’anima maschile, le opere in Anthophile abbracciano i fiori, e corrono la gamma di stili e tecniche a disposizione dei pittori oggi che non aderiscono a nessuna ideologia particolare. Da molto tempo oltre la punta dei fiori macchiati come soggetti domestici e minori, alcuni di questi artisti raddoppiano l’artigianato di cucitura, ricamo e grisaglia nelle loro immagini, o immaginano un esagerato tableau queer, surrogato di kitsch e sfarzo. Alcuni si concentrano sulla scienza e l’evoluzione o riflettono sullo scontro e sulla complementarità tra culture diverse. Alcuni perseguono il infantile e l’ingenuo, con capricciosi mestieri di cartapesta, mosaico e ceramica, spingendo i loro approcci pittorici ed esplorativi verso il tattile e scultoreo.

I dipinti e le sculture di Anthophile evocano l’aura neon e le meraviglie fantastiche dell’arte simbolista, abbondano in spazi metafisici che risplendono di elementi trascendenti e fantastici ricavati dalla natura. Come una serra o una giungla, le opere viste in massa pullulano di lobi, stami, pungiglioni, piume e lanugine di piante e animali esotici. Sullo sfondo, tutti gli approcci di Anthophile sono opere dei grandi artisti Joe Brainard e Robert Kobayashi. Come le muse, che si librano sopra la mostra, le loro immagini e riff su viole, tulipani e crochi mettono in scena e fino alla terra. Con una simile irriverenza street-wise, gli artisti di Anthophile dally all’interno di un terreno Meta Modern che alberga dal passato, presente e futuro e ispira una fioritura di stili idiosincratici.

The flower as an organism of beauty, exoticism, toxicity, and sexuality is an enduring trope for artists. Flowers as symbols of celebration, mourning, death, birth and decay are a constant, recurring motif throughout the history of art. Painters from Bonnard and Fantin-Latour, to Donald Sultan and Robert Kushner have found flowers to be ideal sunjects to experiment with via representation, abstraction and shifting iconography.

A decidedly unmacho subject coexisting in a “Me Too” orbit of male soul searching, the works in Anthophile embrace flowers, and run th gamut of styles and techniques available to painters today that adhere to no particular ideology. Long past the point of flowers besmirched as domestic, lesser subjects, some of these artists double down on the handicraft of stitching, needlepoint and grisaille in their imagery, or envision an over-the-top queer, ersatz tableau of kitsch and glitz. Some put the focus on science and evolution or ponder the clash and complementarity between different cultures. A few pursue the childlike and naive, with whimsical crafts of papier-mâché, mosaic and ceramics, propelling their painterly, exploratory approaches toward the tactile and sculptural.

The paintings and sculptures in Anthophile evoke the neon aura and fantastical wonders of Symbolist art, they abound in metaphysical spaces glowing with transcendental and fantastical elements plucked from nature. Like a greenhouse or jungle, the works seen en masse teem with the lobes, stamens, stingers, feathers and fluff of exotic plants and animals. Backgrounding all of the approaches in Anthophile are works by the late, great artists Joe Brainard and Robert Kobayashi. Like muses, hovering over th exhibit, their imaginings and riffs on pansies, tulips, and crocuses set the stage and till the soil. With a similar street-wise irreverency, the artists in Anthophile dally within a Meta Modern terrain that saples from the past, present and future and inspires a flowering of idiosyncratic styles.

Dates
14.03.2019 – 08.04.2019


Location
Platform Projects
20 Jay Street, #319
11201 Brooklyn
New York USA


Our artist
Jared C. Deery